# GWR NANO INSULATION®: mortalità legata al caldo e patrimonio edilizio durante il super El Niño > Secondo una stima del Climate Impact Lab, il caldo in eccesso del super El Niño potrebbe causare, entro febbraio 2027, circa 451 mila decessi in più legati al caldo. Il caldo uccide soprattutto nelle abitazioni. - URL: https://summotive.com/it/blog/gwr-nano-el-nino-heat-mortality-2026/ - Pubblicato: 2026-09-25 - Lingua: italiano - Versione in inglese britannico: https://summotive.com/blog/gwr-nano-el-nino-heat-mortality-2026/ - Versione in spagnolo: https://summotive.com/es/blog/gwr-nano-el-nino-heat-mortality-2026/ - Versione in tedesco: https://summotive.com/de/blog/gwr-nano-el-nino-heat-mortality-2026/ - Versione in ungherese: https://summotive.com/hu/blog/gwr-nano-el-nino-heat-mortality-2026/ - Editore: Summotive® (Summa Technologiae Kft.), https://summotive.com/ - Parole chiave: El Niño mortalità legata al caldo, super El Niño 2026, decessi in eccesso per il caldo, Climate Impact Lab, mortalità legata al caldo in Ungheria, ondata di calore patrimonio edilizio, carico termico interno, appartamento all’ultimo piano caldo, surriscaldamento estivo, GWR NANO INSULATION caldo Il 23 settembre 2026 Damian Carrington, redattore ambientale del quotidiano britannico The Guardian, ha [illustrato](https://www.theguardian.com/environment/2026/sep/23/el-nino-450000-extra-deaths-six-months) il rapporto del Climate Impact Lab, il primo a stimare in anticipo le conseguenze in termini di mortalità di un evento El Niño in corso. Secondo la stima, il caldo in eccesso del super El Niño del 2026 potrebbe causare, tra giugno 2026 e febbraio 2027, circa 451 mila decessi in più legati al caldo in tutto il mondo. Il numero non comprende le vittime dei fenomeni che accompagnano El Niño – siccità, incendi boschivi e inondazioni – e va inteso in aggiunta alla mortalità già provocata dalle temperature innalzate dal cambiamento climatico. Gli autori del rapporto sono Michael Greenstone, professore di economia alla University of Chicago, e Tamma Carleton, ricercatrice alla University of California, Berkeley. La metodologia poggia su procedure sottoposte a revisione paritaria: per 24.378 regioni è stata determinata la relazione tra temperatura media mensile e mortalità in eccesso, combinata con le previsioni su El Niño. Il riferimento è il mese medio del periodo 1996–2025. La revisione paritaria del rapporto è ancora in corso; secondo Greenstone, data l’urgenza sarebbe stato irresponsabile trattenere i risultati. La stima è dunque preliminare, ma il suo ordine di grandezza non è in discussione. **Anche in Ungheria il caldo causa ogni estate diverse centinaia di decessi, in alcuni anni più di mille** - Estate 2024 – numero stimato di decessi legati al caldo in Ungheria; nella stessa estate in Europa 62.775: 1443 - Estate 2022 – in tutta Europa è stata l’estate più letale degli ultimi anni, con circa 68 mila decessi legati al caldo secondo le stime: 1013 - Estate 2023 – in Europa, nello stesso periodo, circa 50.800 decessi legati al caldo secondo le stime: 555 Riferimento: Tomáš Janoš, Joan Ballester e colleghi, Nature Medicine, settembre 2025 · ISGlobal, Barcellona · 654 regioni, 32 paesi europei · periodo esaminato: 1° giugno – 30 settembre. I dati sono stime epidemiologiche di modello: dalle serie giornaliere di temperatura e di mortalità si calcola la mortalità in eccesso attribuibile al caldo. Come causa di morte individuale, queste cause compaiono di rado – il caldo uccide di norma attraverso l’aggravarsi di malattie cardiache, vascolari e respiratorie preesistenti. Per questo la mortalità legata al caldo resta in gran parte invisibile all’opinione pubblica. ## L’evento del 2026: caldo record mesi prima del picco Nella seconda metà di settembre l’attuale El Niño, mesi prima del picco atteso, ha superato la temperatura più alta mai misurata per il fenomeno. Il calore in eccesso supera a tal punto quello degli eventi precedenti che i ricercatori lo hanno definito «sconcertante» e «di livello Godzilla». Per Friederike Otto (Imperial College London), l’evento è un gigantesco riassetto dell’energia nel sistema climatico, ed è pericoloso perché si sovrappone a uno stato climatico di base molto più caldo, per influenza umana. Secondo la stima, i paesi più colpiti sono la Nigeria tropicale, l’Indonesia, il Sudan, l’India e il Brasile; in senso più ampio la fascia del Sahel e il Sud-Est asiatico. Anche gli Stati Uniti sono tra i venti paesi più colpiti, con 3500 decessi in eccesso stimati. Per i ricercatori, l’alta mortalità legata al caldo può protrarsi fino a giugno-luglio 2027, coprendo un’intera estate dell’emisfero nord. El Niño colpisce anche l’alimentazione: ad agosto il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha avvertito che circa 50 milioni di persone rischiano di cadere in una fame acuta. Gli autori del rapporto hanno definito l’evento «una cartolina dal futuro»: El Niño porta ora il livello di temperatura che il cambiamento climatico, sull’attuale traiettoria, renderà ordinario tra circa vent’anni. È questa constatazione a rendere la questione di natura edilizio-energetica. Gli edifici costruiti e riqualificati oggi serviranno infatti proprio il clima che tra vent’anni sarà la norma, di regola per almeno mezzo secolo. ![Terreno arido, solcato da crepe poligonali, con un solo arbusto tenace, visto dall’alto – negli anni di El Niño, nel Sahel e nel Sud-Est asiatico siccità e caldo colpiscono insieme la popolazione](https://summotive.com/uploads/news/gwr-nano-el-nino-heat-mortality-2026/drought-cracked-earth.jpg) ## La risposta all’emergenza salva vite – ma non è una strategia Lo scopo pratico della stima regionale del Climate Impact Lab è indirizzare la protezione là dove può salvare più vite: previsioni del caldo migliori, centri di raffrescamento comunitari, più personale sanitario nelle ore più calde e tutela dei lavoratori all’aperto. In Ungheria il corrispettivo di questo sistema è l’allerta caldo del medico capo nazionale, con le misure dei comuni ad essa collegate. Queste misure riducono dimostrabilmente la mortalità, ma hanno un limite comune: funzionano durante i giorni di caldo e non cambiano l’ambiente in cui le persone subiscono il caldo. Tamma Carleton lo ha formulato così: la risposta all’emergenza quest’anno può salvare molte vite, ma tra vent’anni, quando gli estremi di oggi saranno la nuova norma, non potremo voler vivere in uno stato di emergenza permanente. Dal punto di vista della fisica dell’edificio, questa frase è una diagnosi esatta. La parte decisiva della mortalità legata al caldo non avviene in strada, ma in ambienti chiusi – nelle abitazioni. L’epidemiologa francese Sandrine Vandentorren e colleghi hanno confrontato i dati degli anziani morti nelle proprie case durante l’ondata di calore europea del 2003 con quelli dei sopravvissuti; secondo i risultati del 2006 su European Journal of Public Health, la camera da letto direttamente sotto il tetto e un isolamento termico carente erano un fattore di rischio autonomo. Nei dati europei del 2024 il tasso di mortalità legata al caldo degli ultrasettantacinquenni superava del 323% quello delle altre fasce d’età – più alto tra chi passa in casa gran parte della giornata e compensa meno il carico termico. ![Il capolino appassito e disseccato di un’echinacea su sfondo sfocato – il carico termico colpisce più duramente gli organismi meno resistenti](https://summotive.com/uploads/news/gwr-nano-el-nino-heat-mortality-2026/heat-wilted-flower.jpg) ## Il caldo letale è una questione di fisica dell’edificio Il carico termico interno non è una semplice conseguenza della temperatura esterna. Lo determinano insieme il guadagno termico attraverso l’involucro, la radiazione che entra dai serramenti, la massa termica accumulatrice delle strutture e la possibilità di raffreddamento notturno. Il fattore critico non è il picco diurno, ma la notte: se la temperatura interna non scende nemmeno di notte, l’organismo non si rigenera, e il carico accumulato per più giorni può diventare fatale per anziani e malati cronici. In questo senso il patrimonio edilizio è fortemente stratificato. Sono particolarmente esposti gli appartamenti all’ultimo piano, dove si somma il guadagno del solaio di copertura e della facciata; gli edifici a struttura leggera e le sopraelevazioni nei sottotetti, di scarsa massa termica; e l’edificazione densa dei centri urbani, dove l’isola di calore annulla anche il raffreddamento notturno. Il raffrescamento meccanico è una protezione efficace a livello individuale, ma a livello di sistema ha tre limiti. Le famiglie più vulnerabili sono spesso quelle che non possono permettersi l’apparecchiatura o il suo esercizio. La climatizzazione provoca un picco di carico elettrico coincidente con i picchi di caldo, quando la rete è più vulnerabile. Infine, il calore di scarto delle unità esterne rafforza l’isola di calore urbana. La soluzione duratura è quindi l’intervento passivo di fisica dell’edificio, che riduce in partenza il guadagno termico e permette di dimensionare il raffrescamento meccanico – dove serve – a potenza minore e tempi di funzionamento più brevi. ## Il ruolo di GWR NANO INSULATION® e i limiti dei dati Il trasferimento di calore per conduzione funziona in entrambe le direzioni: una struttura che d’inverno lascia uscire meno calore riduce d’estate anche il flusso di calore in entrata. La prestazione di GWR NANO INSULATION® misurata nella stagione di riscaldamento è documentata dal rapporto di supervisione esterna di TÜV SÜD n. 3229268: nella prova comparativa sul campo di Dunabogdány – misura di MEOLIT Kft. nel gennaio e febbraio 2021 su tre case identiche – il consumo per il riscaldamento della casa trattata è risultato inferiore del 43% rispetto alla casa non isolata e del 9,5% rispetto a quella con 10 cm di EPS. Da ciò non si può trarre alcuna conclusione numerica sul comportamento estivo, e va precisato con esattezza. Nel carico termico estivo, oltre al flusso per conduzione, ha un ruolo determinante la radiazione solare assorbita dalla superficie esterna e la massa termica della struttura. La riflettanza solare del rivestimento e il suo indice di riflessione solare (SRI) non sono stati misurati, e lo strato a secco di 1 mm non modifica in modo apprezzabile la massa termica. Per la temperatura interna estiva non c’è una misura indipendente equivalente a quella invernale, perciò non riportiamo un valore percentuale estivo. L’ambito del rapporto è limitato anche per i dati invernali: non considera la misura sul campo di Dunabogdány una procedura di prova standardizzata a livello internazionale. A favore del rivestimento gioca il lato applicativo, rilevante nella protezione dal caldo. Le parti di edificio più esposte – appartamenti all’ultimo piano, facciate articolate dei centri storici, edifici abitati – sono quelle in cui l’isolamento a pannelli spesso non è realizzabile. L’applicazione è a spruzzo airless, su edifici di altezza ridotta e medio-alta di norma senza ponteggi, e l’edificio può restare abitato – il che, per gli abitanti anziani, non è comodità ma salute. Il rivestimento resta permeabile al vapore (sd = 0,40 m, classe V2), perciò non impedisce alla parete di asciugare verso l’esterno. Dove l’isolamento esterno a pannelli è realizzabile, offre la riduzione delle dispersioni più grande e meglio documentata; per la protezione estiva, ombreggiamento, isolamento del solaio e ventilazione notturna restano condizioni di base. ## Conclusioni ingegneristiche La stima su El Niño 2026 indica tre conclusioni per la gestione del patrimonio edilizio, ciascuna fondata sulla precedente. - A livello di sanità pubblica: la parte decisiva della mortalità legata al caldo avviene in ambienti chiusi, perciò lo stato di protezione termica del patrimonio edilizio è un fattore di sanità pubblica. L’allerta caldo e gli spazi comunitari climatizzati salvano vite, ma riducono il rischio solo temporaneamente; in modo duraturo lo cambia l’ambiente abitativo. - A livello progettuale: El Niño porta ora il clima che, sulla traiettoria attuale, diventerà generale tra due decenni. Gli edifici riqualificati oggi servono proprio a questo: la protezione termica estiva va trattata come compito di pari rango rispetto alla dispersione invernale. - A livello di fisica dell’edificio: migliorare la protezione termica dell’involucro riduce sia la dispersione invernale sia il guadagno termico estivo per conduzione. La temperatura interna estiva dipende però anche dalla radiazione solare assorbita dalla superficie esterna, dalla massa termica delle strutture e dalla ventilazione notturna, perciò la prestazione estiva può essere dimostrata solo con una misura estiva. Quella di GWR NANO INSULATION® è documentata finora solo da misure indipendenti della stagione di riscaldamento. Un decesso per il caldo è evitabile. Lo strumento di prevenzione più efficace non è l’allerta, ma l’abitazione che neppure alla terza notte di un’ondata di calore diventa pericolosa per la vita. I meccanismi climatici del super El Niño del 2026 e il suo effetto sul fabbisogno europeo di raffrescamento sono trattati [nella nostra analisi sulla resilienza dell’involucro edilizio rispetto a El Niño](https://summotive.com/it/blog/gwr-nano-el-nino-2026/), mentre i nessi energetici tra caldo e siccità [nell’articolo sulla siccità idrologica dell’Unione europea](https://summotive.com/it/blog/gwr-nano-eu-drought-2026/). Sull’ordine di progettazione tra involucro e impianti si può leggere [nel nostro scritto sulla riqualificazione con pompa di calore](https://summotive.com/it/blog/gwr-nano-heat-pump-envelope-2026/). Sulle realizzazioni nazionali e internazionali ci si può informare nella pagina [Referenze](https://summotive.com/it/references/). *[GWR NANO INSULATION®](https://summotive.com/it/gwr-nano/) è distribuito in Ungheria e nella regione dell’Europa centro-orientale da Summotive® (Summa Technologiae Kft.). I rapporti TÜV SÜD, la dichiarazione di prestazione e le schede tecniche sono disponibili su richiesta.*